IL MISTERO DELLA PIETRA AZZURRA
Nadia
& La Realtà!
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Il Carcarodonte: il dirigibile di Argo
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Nell'omake 6, Argo cita la parola di
origine latina Carcarodonte, riferendosi al suo
dirigibile. Come si intuisce osservando semplicemente l'aspetto esteriore della cabina è un...pesce! J Il grande squalo bianco, per la precisione, detto anche "Carcharodon carcharias" Questo pescecane è tozzo, fusiforme, dal muso corto, conico, con grandi denti taglienti triangolari. Dal colore variante tra il grigio chiaro ed il marrone, raggiunge i sette-otto metri di lunghezza. |
| Si trova soprattutto in acque temperate e tropicali.
Si nutre di una grande varietà di specie, tra cui altri
pesci, foche, polpi, carogne di animali e perfino umani
(specie al cinema...). Volete più informazioni? Cliccate qui. |
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Questo materiale esiste per davvero: è
una sorta di vetro naturale ricco di silicio e alluminio,
probabilmente di origine cosmica. Come nella serie, è un
composto terribilmente solido (qui a sinistra, vedete
l'enorme teca di tectite che proteggeva il giardino di
Argo) come, del resto, l'oricalco (componente della
Pietra Azzurra - "oriharukon", per dirla alla
giapponese). Già che ci siamo... |
L'oricalco...Rientra anch'esso nella lunga tradizione atlantidea, nonostante sia ufficialmente concepito come un altro tipo di materiale, rispetto a quello che appare nella serie. Nel manuale del bellissimo ed epico gioco "Indiana Jones and the fate of Atlantis" (LucasArts Entertainment Company © 1992), si legge...
| Orichalcum, n.
(orikal'kum) [in latino: orichalcum, bronzo di
montagna; in greco: oros, montagna e chalkos,
rame]: 1. metallo dorato che si pensa essere una
primitiva forma di ottone, forse usato nell'antica
Grecia; 2. sostanza mitica dalle caratteristiche
sconosciute; 3. materiale descritto da Platone che
"risplende come il fuoco" Chi di voi, infatti, ha avuto la fortuna di aiutare Indy nella ricerca di Atlantide, ricorderà che, nel gioco, l'oricalco appariva sotto forma di palline dorate. |
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Volendo indagare alla fonte, ecco cosa si legge nel Crizia, il Dialogo di Platone esclusivamente dedicato all'argomento di Atlantide ma purtroppo interrotto improvvisamente dall'autore stesso che, già anziano, dedicò le sue ultime forze nella più impegnativa stesura delle "Leggi"
[sull'oricalco]
"...e quel metallo che ora, per noi, è solo un nome, allora
era qualcosa di ben più sostanziale. L'ORICALCO, che si estraeva
dalla terra in molti luoghi dell'isola, era a quei tempi il
materiale più prezioso, a parte l'oro. (Nota: lo descrive
come materiale sconosciuto, nonostante in Grecia, come scritto
qui sopra, fosse conosciuto come una semplice lega di
rame)..."
[parlando delle mura di cinta]
"...Il muro tutto intorno alla cinta più esterna lo
coprirono di bronzo, servendosene come di una tinta, mentre
quello della cinta più interna lo spalmarono di stagno
liquefatto. Di ORICALCO, infine, dai riflessi di fuoco,
ricoprirono il muro che circondava la stessa Acropoli (Nota:
il palazzo reale stava all'interno dell'Acropoli)
(testo tratto da Platone - Crizia. Traduzione di Angela Cerinotti)
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L'allusione alla Mesopotamia si evince dalle sculture mesopotamiche che appaiono in "Nadia". Nello specifico, sull'isola di Marie, all'interno del castello di Argo, quando quest'ultimo le mostra alla ragazza descrivendole come "capolavori che gli umani non potranno mai e poi mai riprodurre". Tra queste sculture, la più evidente è la sfinge alata con la barba ed il cappello tipico che si vede chiaramente alle spalle di Argo poco dopo aver ricevuto la guardia e, in seguito, nella grande sala con tutti gli esponenti della NeoAtlantide, poco prima di far saltare l'isola con la Torre di Babele (vedi immagini) |
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| Come nel caso della Mesopotamia, "Nadia" riprende alcuni elementi dell'antico Egitto. Per esempio, i diversi simboli di Atlantide possono evocare l'occhio di Râ che appare spesso nella simbologia egiziana come icona di verità e saggezza. Il fatto che Râ fosse il dio sole, simbolo della purezza e astro diurno, rimanda nuovamente al discorso fatto prima sul simbolo di Neo Atlantide. La scrittura atlantidea, per la disposizione dei caratteri, fa pensare ai geroglifici egiziani. A volte, inoltre, come nella spalliera del trono di Argo, la parte superiore dell'iscrizione fa pensare alla rappresentazione del dio Aton, il dio unico. Anche diversi dettagli in Neo ricordano l'Egitto, come per esempio la corona, molto simile alla corona tipica del basso Egitto, o persino gli occhi. Anche il vestiario di Nemo come re di Atlantide ricorda tanto gli abiti maschili egizi. | ![]() |
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Quando poi Electra racconta la storia del colpo di stato a Thartesos, ecco comparire un sarcofago, con tanto di scettro e flagello, come anche un altro piccolo ma significativo particolare, visibile in almeno due occasioni: lo scarabeo, simbolo di coraggio in Egitto. Si può notare al collo di Nemo durante il flashback e, ancora come monile, nell'orecchio di una donna in un'illustrazione di Maeda in Portraits (La bimba che offre i fiori ad Argo - vedi immagini qui sotto). |
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Altri riferimenti: per esempio all'antica Grecia. I templi presenti a Thartesos ricordano molto quelli greci, come anche i veri nomi di Nemo e Argo sono di stampo greco-latino. Elisis (in origine Erushis) sembra evocare Eleusis, una città, mentre Nemesis richiama la dea omonima, la dea della vendetta e della giustizia divina che veglia sui mortali arroganti che si elevano al rango di Dio (ma nome fu più appropriato per Argo...). Curioso come "Nemesis" derivi, dal greco, da "nèmo" (!), "distribuisco". La stessa Electra, come origine del nome, si ricollega alla Grecia, essendo omonima della figlia di Agamennone. Come anche c'è un significato dietro Vinusis, il vero nome di Neo e Ilion, il nome della balena: Vinusis (anche se, in origine, è Vénusis) si ricollega a Vénus, Venere, la dea della bellezza per i Romani, corrispondente a Afrodite per i Greci, mentre Ilion richiama alla mente Ilio, l'altro nome attribuito a Troia.
E' possibile pensare che la maschera di Argo e di tutti gli appartenenti alla Neo Atlantide sia ispirata dalle maschere caratteristiche africane (del resto, come luoghi siamo sempre lì). In ogni modo, che avessero lo stesso significato delle maschere Incas? La maschera mortuaria che Argo indossa potrebbe indicare che il suo lato umano (il primo ministro) è morto.
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Alcuni dei palazzi di Thartesos ricordano tantissimo le piramidi trovate in Messico, prima fra tutte quella di Chicén Itzà. Platone, del resto, parla di un "continente opposto" dall'altro lato di Atlantide. Il riferimento alle Americhe è impressionante, così come risulta notevole la somiglianza tra le strutture piramidali mesopotamiche, egiziane e americane. Gli atlantologi (e non solo) hanno interpretato questa identità di modelli come il segno di una inequivocabile unica origine della civiltà sulla Terra. |
Tradizione indiana e nordamericana:
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Ci potrebbero essere collegamenti anche con la
cultura indiana (vedi l'incubo di Jean) e quella
delle tribù indiane dell'America del Nord anche
per diversi altri aspetti, come la stravagante tenuta
spaziale di Argo alla fine della serie (che sembra
evocare la "Tartaruga dei
Cheyenne", vale a dire il mondo nuovo) Persino la sala in cui approda il Nautilus, appena giunti ad Atlantide, è ornata da disegni molto simili a quelli degli indiani Cheyenne. |
Copyright© Max
2002. All rights reserved ® Un ringraziamento immenso a Nadège Priqueler per la mole di informazioni inviatemi. Per
sapere chi ha altro ha collaborato a questa sezione, date
un'occhiata ai credits
Il materiale qui riportato non è a scopo di lucro però
gradirei che l'utilizzo del materiale qui presente rimanesse
nell'ambito del personale (e non per la creazione di altri siti
sullo stesso argomento). Abbiate almeno rispetto per tutto il
tempo che ho impiegato.