Le avventure spazio temporali di Max nel mondo di Nadia & co
Le avventure spazio temporali di Max nel mondo di Nadia & Co
PRIMA PUNTATA: Dall'antropologia culturale alle prigioni della Neo-Atlantide
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Premessa:
L'ispirazione a questa stro....mmmm...a questa fan
fiction comica deriva dall'idea di un gioco di ruolo su Nadia
& Co emersa nella mailing list. Avrei dovuto creare una
presentazione seria, ma non ce l'ho fatta JJ.
Ecco quindi la prima parte (spero che ne seguiranno altre JJ)
di questo magico (...) viaggio nel presente, passato, futuro e
congiuntivo del mondo di Nadia & Co...Dove "Co" sta
per "qualunque altro periodo storico"
Scheda personaggio: Max
Altezza: 1.8155 (periodico) metri
Peso: 73 Kg ...a
2000 lire al chilo ci faccio un bel pò di $$
Véstiti! (notare l'accento) Mamma! Un attimo che
mi sono alzato adesso!
Descrizione:
Max, un giovIne di vent'anni, stava seduto alla scrivania, con "Business" di Brian May che rimbombava nella stanza. Il libro di Antropologia Culturale stava di fronte a lui...lo guardava...lo guardava...il libro guardava Max...e fu allora che il giovIne disse "Azz, devo smetterla con il whisky!".
Poco dopo tornò alla realtà: l'illusione di darsi qualche materia all'università, il gatto anoressico, Business che aveva lasciato spazio a China Belle...
Poi...SBAMM !
No, non era stata Nadia
Non era stato il whisky
No...
La causa era ben peggiore
Era inciampato sul filo della stufa.
Cadendo per metri e metri, si rese conto che la stanza non era certo quella di un castello e che, prima o poi, avrebbe raggiunto il muro.
Ciò non accadde
"Ma...allora..." si disse lui "...Sono caduto dalla finestra?"
"NO!" rispose una voce
"Ah" disse Max "Allora...mmm...Avrei un'altra domanda...Sono mica fott..."
"SI !" rispose la voce, anticipandolo per evitare censure
"Ah" ridisse Max
Poi tutto divenne nero. L'oscurità si impadronì di quel luogo.
"Che palle! Il timer ha fatto accendere lo scaldabagno ed è saltata la luce!"
Max si avviò lungo il corridoio. Avrebbe dovuto soltanto aprire una porta e tutto sarebbe tornato normale. Allungò la mano e toccò qualcosa che, indubbiamente, non era il pomello di una porta.
SBAMM !
Stavolta era stata proprio Nadia.
"Ahio..." disse, mentre la stanza veniva di nuovo illuminata da uno strano apparecchio, un misto tra una torcia ed un frullino. "Cioè...Complimenti! Oibò, quale fortunata coincidenza! Mi presento, io sono..."
Il buio tornò e Max si sentì trasportato da qualche altra parte. Il dialogo con la voce sul fatto che stesse volando e che fosse...beh...lo sapete, si ripetè. Poi uno squarcio nel cielo si aprì e Max venne scaraventato in mezzo ad una piazza. Dolorante e moooolto deluso dal fugace incontro con Nadia, si alzò e si pulì la giacca di pelle....
"Azz! Mi hanno ciullato la giacca!"
Ma non era così.
Se l'era soltanto levata perchè faceva un caldo boia. Ma non se lo ricordava. Proseguì per una stradina...Tutto era deserto. Poi...Poi sentì una voce
"Chi sei? Che vuoi? Un fiorino!"
Come se avesse detto una parola magica, il portale si riaprì e Max venne di nuovo risucchiato dall'aspirapolvere temporale.
"Azz, mi ricorda molto Chrono Trigger!" disse lui, prima che il solito dialogo con la voce fuori campo si ripetesse.
Questa volta cadde sulla sabbia. Era notte...Lo sapeva perchè riuscì a scorgere in cielo un cartello appeso su una nuvola "Torno subito. Firmato: Luna". Si avviò...La sabbia cominciò ad attaccarsi agli stivali per l'umidità. Poi...Poi sentì delle voci. Sembravano molto vicine...Distinse tre diverse tonalità di voce e si avviò in quella direzione. Dopo un attimo di silenzio, improvvisamente il tono della discussione si fece aspro e riuscì solo a vedere due ombre alzarsi da terra ed allontanarsi a passi svelti, blaterando qualcosa come delle domande alle quali seguivano delle risposte secche. In tutto questo, quella che aveva distinto come terza voce continuava a farsi sentire, come se fosse una nenia e/o una litania continua nella notte...
"Gnaa Gnaa...sob sob..."
Ma non ci fece caso. Si avvicinò al punto dal quale le due ombre erano fuggite e trovò un cannocchiale ed uno spray per l'alito. Incuriosito, guardò attraverso la lente (del cannocchiale). La luna si stava cambiando dietro una cortina di stelle (copyright Zucchero "iperglicemia" Fornaciari)
"PORCO!" urlò lei, lanciandogli contro un meteorite. Credendo che tutto sarebbe finito di lì a poco, si chiuse in sè stesso, preparandosi all'impatto. Quando poi una forma di pecorino sardo lo colpì in testa, il dubbio atroce che la luna fosse fatta davvero di formaggio gli si insinuò in mente. Riuscì solo a sentire un'enigmatica frase (Sono proprio sceeeemooooo!) prima che il portale si riaprisse, portandolo via da lì con un'altro orrendo interrogativo in mente:
"Ma che ci faceva il protagonista dei pokemon sull'isola?"
Un altro squarcio nel cielo e Max si ritrovò in uno scenario semi apocalittico: lingue di fuoco dai toni rossi e gialli cadevano dal cielo, la gente urlava come percossa da tremende sofferenze, urlando contro altri della loro stessa specie affinchè morissero all'istante. Poco lontano, loro simili vestiti in con toni neri, intercalati al bianco, ricambiavano le maledizioni, agitando in aria i loro stendardi di guerra. Poi, improvvisamente, come se il tempo si fosse fermato, il silenzio cadde in quella bolgia. Un istante dopo, gli uomini in nero intercalato a bianco esplosero in un boato. Max guardò in basso e vide un uomo vestito di scuro correre verso il centro del campo mentre tanta gente si riversava su di un personaggio vestito esattamente come loro. Sulla maglia Max riuscì a leggere un numero, il 9, ed un nome: Inzaghi. Resosi conto di essere a Roma durante Roma-Juventus, Max trovò un posto in tribuna e si gustò la partita accanto ad un tizio anziano che pronunciava una strana "v". Nell'intervallo, riuscì anche a farsi vendere un pezzo del pacchetto azionario della Fiat. Nella ripresa, lo stadio si fermò nuovamente e i diavoli giallorossi cominciarono a scandire il loro anatema:
"Totti gò ! Totti gò ! Totti gò! Che ce frega di Ronaldo, noi c'abbiamo Totti gò !"
Proprio in quel momento, un certo Totti gò si era appena avvicinato al dischetto ed era pronto a tirare un rigore. L'arbitro tardò a fischiare perchè una banconota da 500.000 mila gli era sfuggita dalla busta che il capitano della Roma gli aveva passato ed allora Totti gò ne approfittò per rispondere al cellulare
"Ciao amò, sto a giocà, no, non con i lazià, sto a tirà il rigò, te prepara il ragù."
Ma il portale si riaprì e Max non potè vedere cosa accadde dopo.
Due anni più tardi, arrivò in un luogo oscuro, dove la puzza di fogne, muschio, dopobarba e lubrificante per moto infestavano l'aria. Era tutto buio, quindi dovette procedere a tastoni.
"Azz, preferivo lo stadio. Mò vai a vedere che ribecco Nadia?" si chiese ad alta voce. In quel meandro oscuro, però, diverse voci si levarono al cielo:
"Nadia?!"
"Nadia?!"
"Nadia?!?!?"
"Nadia?! Sei tu?"
"Nadia?!"
"Hai sentito? Ce l'hai?"
"Si, ce l'ho! Ce l'ho!"
"Passa...è Nadia coffee!"
Max allungò una mano, pronto al contatto...Ma sentì il freddo del metallo. Allungò anche l'altra mano, riuscendo ad afferrare quella che sembrava proprio...proprio...
"Una spada?! Ma che sono, in ailander?"
"Benvenuto in gattabuia" disse qualcuno
"Non era meglio un cane, anche mezzo cecato?" rispose Max
Capì finalmente dove si trovava: a Regina Celi. Si chiese se Totti gò sarebbe venuto a fargli visita, ma conoscendo i suoi compagni di cella, molti dei quali muniti di spada, cominciò ad avere qualche dubbio.
Era più probabile che venisse Montero.
Tirò quindi fuori la sua pistola laser e, col puntatore (sempre laser) rosso, si divertì ad accecare i suoi sventurati compagni ed a fare le ombre cinesi, sfoderando il suo cavallo di battaglia:
Il dinosauro stanco.
Poi, invidioso del fatto che molti avessero degli spadoni e lui no, Max prese in prestito una tibia da uno scheletro lì vicino e, usando i soli denti, lo modellò a mò...
"Amò? Te l'ho detto di non chiamà mentre stò a tirà il rigò!"
mmm...a mò di spada.
Copyright© Max 2001. All
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umoristici mandatemi una e-mail JJJ]