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Commenti, Reviews & Opinioni

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Indice dei contenuti:

"Di Nadia, Nemo e altri demoni" by Dregoth
Commenti a "Il vaso di Pandora" da parte di chi l'ha letto
Commento sugli hentai da parte di Anno (creatore di Nadia&Co)
"Dreams" by Clio-79-
"Dopo averlo visto tutto per la prima volta" by Leolus
Commento sulla serie "Il mistero della Pietra Azzurra" by Andrea CBV
Commento su "Atlantis" (by Walt Disney) - 2002 by Andrea CBV
Commento sulla serie (o è una recensione?...forse tutte e due) by UFO
Cosa hanno in comune Eva e Nadia by Xandros
"Scoperta" di Cat 81
Commento alla serie by Giulio


"Commento alla serie" by Giulio

Mentre inizio a scrivere, lo stomaco mi si contorce. E' il ricordo,
presumo: sto rivangando i miei dodici anni, quasi tredici, dal momento che
la serie terminò il 7 luglio 2000, appena tre giorni prima del mio
compleanno. E tre anni dopo, non sono ancora riuscito del tutto,
nonostante possa rivedere a mio piacimento tutti gli episodi di Nadia, a
dimenticare quel funereo fine settimana, in preda ad uno sconvolgimento
interiore che avevo raramente provato prima. Mio nonno era morto da poco,
mia madre era ancora occupata a cercare di inghiottire il dolore, ed io
ero assente. Nadia mi aveva preso l'anima.
Sono convinto di essere cresciuto, in quei mesi, e ancor di più in quelli
successivi, per il solo fatto di aver assimilato tutti i concetti
contenuti nel cartoon, e mi ci volle tempo per rielaborarli e metterli a
frutto. Ho amato la serie più di ogni altra; ogni minima informazione, che
non ricordavo più per via del tempo passato, risuonava come un'eco
fastidiosa e crudele, che mi rammentava quanto avevo perduto.
Oggi, è chiaro, le cose vanno meglio. Rivedendo gli episodi che sono
riuscito ad ottenere, mi sono nuovamente crogiolato in questa storia
camaleontica e variopinta, e, per quanto è stato possibile, l'ho amata
ancora di più.
Non sto esagerando. Ho una maggiore consapevolezza, ora, e posso cogliere
molte più sfumature, molte più cose nascoste nelle battute e nel carattere
dei personaggi. E, sapendo di andare, ahimè, incontro a percosse serie e
varie tumefazioni diffuse, mi azzardo tuttavia ad iniziare una piccola
analisi dei personaggi maggiori con il mio personaggio MASCHILE
preferito...

JEAN.
Mi somiglia molto; dagli occhiali, allo sguardo intelligente, vivace ed
avido di conoscenza, alla personalità ingenua, generosa ed affettuosa,
all'ottimismo perenne, all'innocenza dolcissima della sua anima. E' un
ragazzo che diventa uomo, che nonostante il contatto con quanto di più
abietto possa offrire l'umanità, ossia la vita quotidiana, conserva sè
stesso e matura in un uomo che non ha nulla da invidiare a nessuno. La
storia inizia con lui che arriva a Parigi, cioè la capitale di una Francia
lussuosa, opulenta ed orgogliosa, per poter vedere l'Esposizione
Universale....niente di meglio, per lui. E lì, oltre alla curiosità, anche
i suoi sentimenti fanno un bel balzo in avanti: la vista di Nadia che va
in bicicletta, praticamente lo colpisce al cuore; lo testimonia il sorriso
che gli si allarga fino alle orecchie, e gli occhi azzurri che si
spalancano.
E' il motore di tutte le sue azioni, il punto di partenza per l'uomo
meraviglioso che diventerà, ma che non è ancora, visto e considerato che
non comprende ancora appieno i sentimenti della ragazza. Salvare il mondo
e altre minuzie, verranno dopo: d'ora in poi penserà soltanto a Nadia.

NADIA
...appunto. Gli occhi verde mare, la pelle color dell'ebano, i capelli
lucidi e neri, il busto affusolato e le lunghe gambe sono una combinazione
che irretirebbe chiunque. Sul piano fisico. Ma la sua vera bellezza sta
nel carattere. E' una fucina di contraddizioni, un marasma di emozioni e
ragione, di pragmatismo e di spiritualità. La vita al circo l'ha resa
ruvida, diffidente: del resto, il padrone che l'ha comperata, tutto poteva
farle, tranne che da padre. E così è cresciuta, senza voler crescere, ma
crescendo, avvertendo una pulsione dopo l'altra senza nessuno che le
potesse spiegare alcunchè. E, tuttavia, ha mantenuto la sua acutissima
sensibilità, la sua dolcezza, la sua vivida passionalità. Con che altro
spiegheremmo la sua così grande affezione ad ogni forma di vita, tale da
spingerla a rifiutare del cibo, solo perchè frutto di un assassinio? Ha un
carattere forte, ed ha obiettivi che, in apparenza, potrebbero sembrare
chiari. Non si contano le volte in cui inciampa nei suoi piedi,
metaforicamente parlando; ma la sua testardaggine nel volere andare
avanti, nonostante appaia uno svantaggio, è quanto noi tutti più amiamo in
lei. Anche Nadia, col tempo, si innamora di Jean, e forse sono uno tra i
pochi che non ha mai provato per questo un briciolo di gelosia, dato che
tutto è come deve essere.

JEAN & NADIA.
E' una storia d'amore con tutti i crismi; come Violetta ed Alfredo, Fenena
ed Ismaele, Manrico e Leonora, Didone ed Enea, Nemo ed Electra, e chissà
quanti altri. In fondo, i due ragazzi sono abbastanza diversi per non
annoiarsi: il fatto che litighino spesso non è che la riprova del fatto
che tra loro esiste un dialogo, una conversazione. L'intendersi
reciprocamente verrà più tardi; sono entrambi troppo giovani per
comprendere appieno il sesso opposto, ma li soccorrerà l'esperienza.
Vediamo fin dal primo episodio che tra di loro, prima ancora dell'amore,
cresce un'amicizia solida e ben costruita: la doppia linguaccia alla
Grandis Gang è il primo, ineludibile sintomo di come riescano a
collaborare bene insieme. Jean rimane vicino a Nadia in ogni momento, la
soccorre, l'aiuta, la conforta, le salva la vita più volte; e questo, poco
a poco, abbatte tutte le barriere che la ragazza si è imposta. Anche lei
aiuta Jean: lo costringe ad imparare, indirettamente, come ci si comporta
con una ragazza, un po' come tenta di fare, svariate volte, Sansone. E la
catarsi la raggiungiamo negli episodi dell'Isola di Lincoln, dove,
finalmente, il loro rapporto ha un primo, timido bacio. Naturalmente,
intervengono equivoci e incomprensioni, e la cosa termina lì: ma una volta
che il ghiaccio è stato rotto, tutto procede inesorabilmente verso
l'inevitabile conclusione: un matrimonio felice, per nulla sforzato o
noioso, e tanto a lungo desiderato, e coronato inoltre con dei figli e con
la pace domestica di una famiglia, una famiglia VERA, che nè Jean nè Nadia
hanno mai veramente avuto.
Come? direte voi, e dove lo mettiamo Hamahama? Lui non è che una piccola
deviazione di percorso, un'infatuazione passeggera. Del resto, è una
persona ambigua e infida, e difficilmente avrebbe davvero potuto
conquistare il cuore di Nadia.

MARIE
E' una bambina sotto tutti gli aspetti: come si presenta, come agisce (ha
una logica tutta sua), e come parla. Qualcuno disse, una volta, che se i
bambini si sentono amati, possono far fronte a qualsiasi catastrofe. Marie
ha affrontato la morte dei genitori, peraltro assai violenta, prima con un
semplice allontanamento della verità, e poi con l'accettazione.
Quest'ultima è stata resa più sopportabile dalla presenza di Jean e Nadia,
che sono di punto in bianco diventati i suoi genitori, o perlomeno
genitori temporanei, finchè la piccola cresca abbastanza da superare
questo dolore. Sull'isola di Lincoln, i tre creano una microfamiglia.
Marie impara ben presto come comportarsi con queste due nuove figure, come
manipolarle, come tenerle vicino a sè, come fanno tutti i bambini. E dal
momento che è amata, reagisce con successo alla sua tragica perdita. Anche
la Grandis Gang diventa un tassello di questo mosaico, impartendo alla
bambina preziose lezioni, o più semplicemente adorandola e, in virtù di
ciò, assecondandola in ogni suo capriccio (basti pensare a Sansone vestito
da neonato).
Marie è una bambina acuta, nonostante la giovane età. Assorbe da Rebecca
le prime, vaghe nozioni di femminilità, e non tarda ad accorgersi del
nascente sentimento tra i suoi dure genitori putativi. Le sue frecciate
sono divertentissime, anche perchè sono la voce dell'innocenza. Che si
sposi con Sansone, bè...che avesse instaurato con lui un rapporto
privilegiato, lo sapevamo, ma che arrivi a sposarsi con un quarantenne a
soli diciassette anni...si vede che apprezza la maturità. Riesce comunque
a cavarsela in ogni situazione con un candore disarmante, il che ce la fa
amare a nostra volta più di quanto immagineremmo.

GRANDIS GANG.
Splendido e buffo trio di cattivi. Oddio, per modo di dire. Diciamo:
opportunisti. Allo stato dei fatti, è uno dei trii più simpatici della
storia dei cartoni animati.

REBECCA
Rebecca, il capo, è una donna che gli inglesi definirebbero quite a woman;
una donna che è tutta donna, fin nel midollo. In effetti ha le
caratteritiche di un leader, temprate da una lunga vita tutta al
femminile. Questi due aspetti si fondono per creare questa giovane
nobildonna italiana che tante di quelle volte ci ha fatto piegare in due
dalle risate. Non ha mai avuto figli, ma l'istinto materno è più che
evidente, dato che si ritrova a fare da madre a Nadia ed a Marie. La prima
trae almeno un po' di profitto da questo (fa un po' di chiarezza sui
propri sentimenti), per la seconda lasciamo perdere (ho visto una foto in
cui si era truccata proprio come Rebecca, e non era una Venere). Figura
autoritaria nella "famiglia di fortuna" creatasi sull'Isola del Noè Rosso,
impetuosa e istintiva e aliena da qualunque riflessione prima di agire, e
in particolare un tantino monomaniaca, ha comunque un poosto di rilievo
nella storia. Vorrebbe sembrare ruvida e indipendente, ma è un'incallita
romantica; tant'è che prende subito a cuore la causa di Jean e Nadia e,
appena può, mette becco; ma in fondo, è più che generosa.

SANSONE
Classico, e fortunato, esempio di autodidatta. Benchè con quei suoi
tremendi occhiali neri sembri un malvagio gangster, è quasi impossibile
trovare una persona più rispettosa della vita e dei sentimenti altrui. Può
sembrare un po' invadente, e i suoi ragionamenti, a volte, hanno qualche
semplificazione eccessiva, ma ciò va imputato alla vita che ha condotto;
da bambino povero, a servitore di una famiglia ricca: una bella
evoluzione! E nonostante la durezza e la decisione imperterrita del suo
carattere, non si permette mai di disobbedire agli ordini di Rebecca, suo
antico principale. Credo sia uno dei personaggi universalmente preferiti
da tutti. Ho qualche riserva sulle sue abilità di seduttore, ma ben poche
sulla sua simpatia...

HANSON
Innocuo e pacifico meccanico, orgoglioso del suo lavoro, ma timido e
tenero di carattere, è un'ipotesi di come Jean potrebbe diventare senza
una Nadia che gli stia vicino. Nessuno mette in dubbio la sua onestà e la
sua lealtà, e nonostante i continui, ferocissimi litigi con Sansone, i due
sono amici di lunghissima data. Completa la vis comica della Grandis Gang,
e senza la sua indubbia abilità di meccanico, il Gratan sarebbe diventato
un rottame già da subito. E, a completare il suo paragrafo, la sua
citazione più eccelsa:
"Alle ragazze preferisco le macchine; perchè, se qualcosa non va con una
macchina, puoi sempre sostituirlo; cosa che non puoi fare con una
ragazza." Illuminante. Peccato per quell'enorme mazzo di fiori rossi
donato ad Electra, che avrà fatto fatica a distinguere i fiori dal viso di
Hanson, dal tanto che avevano il medesimo colore.....

NEMO.
Adorato dalla folla dei fans, e anche delle fans, soprattutto, è un
personaggio con una fortissima carica drammatica. Riconosco la sua
correttissima discrezione; non vuole mai strafare, è freddo e determinato,
e si concede ben poche distrazioni dalla sua ansiosa ricerca di vendetta e
della salvezza della Terra. Lui, che nel romanzo di Jules Verne si era
ritirato perchè odiava l'umanità, nel cartone dichiara che essa è
sensibile, e meritevole di salvezza. E, in fondo, non ha tutti i torti,
vista la condotta di Argo e company. Morto prima di poter conoscere meglio
sua figlia, egli sopravvive in lei, nel suo carattere, nei suoi ricordi, e
nelle menti di tutti coloro che l'hanno conosciuto. E, nell'ultimo
episodio, vediamo il suo nipotino che cresce felice in un'idilliaca Le
Havre, erede di un regno sepolto e dimenticato che non potrà più fare del
male a nessuno, fiero della sua umanità, e inconsapevole di essere per
metà atlantideo....Questo, credo, è quanto l'ex sovrano di Tarthesos
sperava, nella sua intima e malcelata generosità.

ELECTRA
Quando l'ho vista per la prima volta, ho pensato: "Questa qui ha una rogna
nascosta." Tutta compassata, corretta, fredda, non come un ufficiale
coscienzioso, ma come un'isterica scolaretta in divisa, che sforza il
sorriso per la foto di classe in bianco e nero. C'è molto di inghiottito e
di represso, in lei, quasi di sommerso. Anche dopo il suo magnifico sfogo,
e l'unione con Nemo, ha ancora una certa circospezione nei modi e nelle
parole, che la segnerà per sempre. In fondo, una bella corsetta nella
Tarthesos post - torre di babele darebbe dei problemi a chiunque. Ma come
ricompensa per le sofferenze patite, e per la vita di dolore che si
trascina dietro, otterrà un figlio dall'uomo che ha sempre amato, e sarà
felice di crescerlo da sola, con tutto l'amore che può dargli. E, una
volta tanto, sarà felice davvero.

GARGOYLE (ARGO)
Aaaah......!! Finalmente!! E' arrivato anche l'Anticristo, ora dovremmo
essere al completo. Nessun rimorso, nessuna pietà, capacità nulla di
promettere e poi mantenere, incapace di distinguere tra amici e nemici, e
responsabile della morte di milioni di persone e dell'infrangersi di un
sogno ormai realizzato (un'Atlantide che conviveva con l'umanità, grazie a
re Elisis La Arwall), uno penserebbe che non riesca più nemmeno a dormire
la notte, come il povero Lord Macbeth. Ma è improbabile che i fantasmi del
padre di Jean o del fratellino di Electra vengano a tirargli i piedi nel
letto. Ben più probabile, e in maniera molto più similare al Re di Scozia,
è che dopo aver cominciato...non si sia più potuto fermare. E così è
stato. Lavora nel nome di un'ideale a cui lui stesso non appartiene, e lo
sa perfettamente: ed essendo incapace di accettarlo, ha gettato nel caos i
resti ancora vitali e felici di una civiltà che aveva imparato dai propri
errori e che si stava finalmente avvicinando alla sensibilità delle sue
"creature". Ma solo un essere umano poteva portare un simile disastro fra
gli Atlantidei; e dovremmo essere coscienti di aver prodotto noi stessi un
simile demonio. Lui appartiene all'Homo Sapiens geneticamente, e solo da
questo poteva trovare il coraggio di agire a quel modo. Si congeda con
grande classe, e rimarrà uno dei cattivi più amati, pronto a valicare le
barriere della fantasia e ad entrare nei nostri sogni, seguito da quei
suoi orribili ed imbecilli soldati-fantocci e da quella angosciosa
marcetta trionfale; e, in sottofondo, il pulsare minaccioso delle sue Navi
da Guerra Volanti, che ormai si confonde con quello del suo cuore.

Ok, ho finito. Chiedo scusa per la lungaggine, ma era tempo che mi tenevo
dentro queste cose. Questa serie rimarrà per sempre nei miei ricordi, la
farò vedere ai miei figli, sperando che possa ripetersi il miracolo.
Grazie per la vostra cortese attenzione.

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